Sullivans Cove Port Barrel (60% ABV, single cask n. HH0554, bottiglia n.540/411, distillato il 21/11/2000 – imbottigliato il 3/9/2009)

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BANDIERA ITVersione Italiana

 

C: Caramello/Mogano/Porto

N: Ci ricorda i vecchi materassi di lana svuotati, lavati e messi a stendere, un odore d’altri tempi; al pari di quello dell’origano messo ad essiccare e, rimanendo tra le piante aromatiche, del prezzemolo della paella. Con la mente in hispania troviamo quindi profumo di Porto, ricordo dell’affinamento del distillato. Arriviamo su note più fresche e dolci quali la menta, la liquerizia e il marsala. Avvertiamo poi sentori a metà tra il balsamico pungente e il dolce che possiamo declinare in caramelle Tabù, Cristal Ball e naftalina. Infine ci avviluppa l’aroma di caffè espresso.

P: La gradazione alcolica è ben celata nelle maglie della lana bagnata e nella legnosità del Porto. La liquerizia è fortemente permeante nella bocca pur intervallandosi a sapori di pepe bianco, di croccante al sesamo e di pan pepato. Troviamo gusti più dolci come la crema e i mirtilli che vanno a degradare in frutta secca e biscotto.

F: Ancora liquerizia in quantità sempre accompagnata a retrogusti sapidi, quasi salmastri. Il retrofaringe è permeato inoltre del ricordo di panettone e di lime. Chiudono ancora i sapori dolci di crema e mirtilli.

 

 Questo è un whisky? Siamo sinceri, se non fosse scritto sulla bottiglia non l’avremmo capito. Gli australiani fanno un buon lavoro discostandosi totalmente dai canoni scozzesi. Peccato per il prezzo allucinante, in condizioni economiche più giuste sarebbe da conservare sempre a casa. Il distillato della terra dei canguri scompiglia i canoni usuali in cui siamo avvezzi ormai a muoverci e determina nuovi parametri peculiari per la zona geografica di provenienza. Disorientante.

 

Recensione preparata con la collaborazione degli Amici partecipanti alla degustazione “Around the world” presso Le bon bock whisky shop

 

VOTO: 85/100

 

 

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C: Caramel, Port

N: Lot of unusual impressions from nose analysis; for example, cleaned and dried wool mattress, dehydrated oregano and paella with parsley. Our mind then starts wandering through Spain, also pushed by the unmistakable smell of Porto bursting out from the glencairn. Then, fresh note (mint) start arising, combined with licorice and Marsala. These turn soon in both pungent-balsamic and sweet scents. Espresso coffee comes as the ultimate participant.

P: The strong alcoholic character is well hidden behind the returning memories of wool (wet, no more dried) and woody Porto. Licorice pervades the entire mouth, and interchanging notes of white pepper and sesame brittle goes along with it. Sweeter note of cream (with blueberry) is also easily recognizable; finally, this turns in dried fruit and biscuit.

F: Licorice, matched here with salty hints, is still the main character, but cream and blueberry persist as well.

 

Let’s be honest: perhaps, without a “whisky” label on the bottle, we would have hardly identified it as such. But we have enjoyed and appreciated how the Australians their spent effort in trying to create something with its own identity, very dissimilar to a classic Scotch whisky. It is something we would like to have always on our apartment’s shelve; unfortunately, the price makes this scenario unrealistic… Anyway, it deserves a possibility: try it!

 

GRADE: 85/100

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