LAGAVULIN 21 ANNI 1991/2012 (52%, OB, SHERRY, 2772 BOTTLES)

lag 21

 

 

BANDIERA ITVersione Italiana.

 

 

Antefatto: avete presente quando da bambini capitava di passare davanti ad un negozio di giocattoli e l’occhio finiva inevitabilmente su l’oggetto delle meraviglie, provocante il logorante e martellante desiderio di possederlo? Ecco, sebbene bambini non lo siamo più da un po’, quel desiderio fanciullesco non ci ha abbandonato; ed uno di quei meravigliosi oggetti era per noi – manco a dirlo – il 21 anni di Lagavulin. Finalmente, siamo arrivati a lui. La bottiglia è la numero 495 sul totale di 2772.

 

C: Ambra, caramello chiaro.

 

N: Sul riconoscibilissimo, anche se forse un po’ attenuato rispetto al solito, tappeto di fumo targato Lagavulin si stendono sentori floreali: la sensazione è quella di un campo di margherite e ciclamini in una giornata piovosa. Poi crema, un po’ di vanillina e banana caramellata si accompagnano a cumino seltz.

 

P: Quando finalmente il whisky arriva sulla punta della lingua, si comincia con le visioni celestiali: una dolcezza abbacinante, fruttata pervade immediatamente il palato; verrebbe da dire miele di castagno, pasta di mandorle. Quando uno sta ancora domandandosi come possa essere di 52 gradi la gradazione alcolica di questa meraviglia eco che emergono note amare come cacao, caffè, legno bruciato che però, inizialmente, fanno solo da leggero controcanto. Tuttavia, quanto si comincia a notare quanto oleoso sia il corpo, ed anche quanto l’olio novello sia un sentore che comincia a farsi strada, ci si accorge di un significativo mutamento: ora la caratteristica predominante è quella amara, con un crescendo di piccantezza e frizzantezza senza soluzione di continuità.

 

F: Neanche con il fuoco riuscirete a liberarvene. Liquirizia, caffè ed erbe amare la fanno da padrone, senza dimenticare la costante sensazione di camino spento, che tende a far ricordare le cipolle cotte sotto la cenere. Ah, piccantezza e frizzantezza sono sempre lì a solleticare il vostro palato. E continueranno a farlo. Per parecchio tempo.

 

Essendomi dilungato nella recensione finirò brevemente. Esiste solo un aspetto negativo di questo distillato: il prezzo che sempre più diventa proibitivo. Ma se ne avrete la possibilità, prendetene e bevetene. E godetene.

VOTO: 92/100

P.S. Ah, il ragazzo ci ha fatto un’altra sorpresa: alla fine, la dolcezza è tornata a farla da padrone… Mutevole. Meraviglia.

 

england flagEnglish version.

 

Introduction: can you remember when, during your childhood, passing sideways of a toy store your gaze used to fall inevitably upon your object of desire, causing the incessant and hammering torments that wouldn’t have disappeared if you wouldn’t have owned it? Well, although we’re not child anymore, that childish desire is still with us; and one of that objects of desire was – guess what – the Lagavulin 21 years old.                                      We are not tormented anymore.

 

C: Amber, bright caramel.

 

N: On the easily recognizable, although maybe a little bit more weakened than usual, smoky Lagavulin carpet spread out floral scents: we had the perception of a field of daisies and cyclamens on a rainy day. Then cream, a little bit of vanillin and candied banana go along with cumin and seltz.

 

P: When finally the distillate reaches the tongue, the amazing journey made of celestial views begins: an incredibly fruity sweetness suddenly pervades the palate; we could say chestnut honey, almond pastry. When you’re still asking yourself “it is really this beauty at 52 abv?” bitter notes like cocoa, coffee, burned wood begin to emerge; anyway, in this phase, they just play a secondary role.                                                                     However, when you start realizing how much oily the body is, and also how the scent of young oil begins to take the stage, you figure it out that a significant evolution occurred: now the predominant characteristic is the bitter one, with a never-ending crescendo of sparkling spiciness.

 

F: Not even with the fire you’ll be able to get rid of it. Licorice, coffee and bitter herbs rule the roost, together with the constant presence of extinguished fireplace, able to recall the sensation of onion baked under the ash. And yes, that sparkling spiciness is still there tickling your palate. And will not stop. For a long time.

 

Ok, maybe we annoyed you so I’m leaving a brief comment. There’s only one disappointing aspect of the distillate: the high and always-increasing cost. But if you can, don’t pass on it: take it and drink it. And love it.

GRADE: 92/100

 P.S. Funny story: this guy fooled with us. In fact, in the end, the sweetness comes back as the main characteristic… Erratic. Marvelous.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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