ARDBEG 11 ANNI CASK 654 (46%, Murray & MacDavid, 2002)

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C: Giallo paglierino.

N: Avviciniamo il bicchiere al naso prendiamo un bel respiro e… momento questo è un Ardbeg ci domandiamo; riproviamo, avviciniamo il bicchiere al naso prendiamo un bel respiro e… no, non può essere un Ardbeg… e invece lo è. Quello che sentiamo al naso invece della classica torba è un morbido mix di frutta matura quasi marcia in principio di fermentazione, note stantie di cuoio. Piano piano emergono sentori che definirei umidi: bagnasciuga, arenaria e una morbida componente vegetale di erba bagnata, muschio e flebile cenere di camino spento per finire.

P: Immediata al palato perviene una nota dolce di vaniglia, lascito dell’invecchiamento in american oaks in rapida successione si palesa il legno, morbido e dolce ci ricorda giunchi e una nota speziata, pepe bianco che fa da ponte con il finale. Lasciato ossigenare il dram per qualche minuto si apprezza prevalentemente una gamma di sentori marini: frutti di mare, acciughe salmone affumicato.

F: Tenue ma prolungato; predominano sentori ittici acciughe affumicate e frutti di mare conditi da una nota citrica e del pepe bianco. In sottofondo serpeggia una flebile nota legnosa e liquirizia.

Ardbeg sicuramente atipico rispetto alla produzione odierna; sia al palato sia al naso riscontriamo sentori che rendono questo whisky morbido e rotondo quasi sottotono assai distante dalla torba di un 10 anni. Nel complesso risulta armonioso lo sviluppo nei vari parametri, dal naso al palato al finale i sentori marini e legnosi evolvono d’intensità; flebili e nascosti al naso esplodono al palato e persistono lungo il finale, inoltre la presenza di note variegate conferisce al dram una discreta complessità sensoriale. Per finire è un whisky gradevole ma non eccezionale, il cui principale merito è di rompere gli schemi classici di casa Ardbeg. Assomiglia a un Bruichladdich di distilleria assaggiato di recente…

VOTO 84,5/100

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english version

C: Straw yellow.

N: Putting the nose on the edge of the glass, then taking a very big breath… little doubt that asks us if is that really an Ardbeg…Once again we try, nose on the glass and taking a big breath and…the answer is that it could not be an Ardbeg, but it is. This time it has not the classic peat but something like a gentle mixture of ripe fruits almost rot. Leather notes. Then it slowly comes out with wet smells: soaking beaches, sandstone, and softs vegetable elements of wet grass, musk and fireplace off ash.

P: An immediate vanilla sweet note first at all, consequence of the American oaks aging, then soft and sweet wood taste like rushes, and spicy element as white pepper at the very end. Giving the right time to oxygenate the dram you can appreciate the seaside elements: seafood , anchovies and smoked salmon.

F: The final is protracted, smoked anchovies, citric flavoring for the seafood with a sprinkling of white pepper. Woody background and liquorice. An atypical Ardbeg like no others. This is not a peat of a 10 years whisky, a very soft one to the nose and to the mouth. Harmonious is the mixture, connected with an higher intensity of the seaside and woody components. Those components remains hidden to the nose and explosive at the mouth in the end.

A good whisky that used to broke the Ardbeg’s home classical schemes, but not an exceptional one. It seems to be like a distillery Bruichladdinch tasted recently…

GRADE: 84,5/100

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